• Centro Disturbi Psichici - Psicoterapia e Consulenze Psicologiche, Milano
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19 | 04 | 2014

Il Centro Disturbi Psichici offre informazione, intervento e cura del disagio psichico

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Centro Disturbi Psichici - Psicoterapia e Consulenze Psicologiche, Milano
Uno sguardo sull'umanità

Numeri di telefono e indirizzo del Centro Disturbi Psichici

 
Fare arte e fare psicoanalisi PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Giovanni Castaldi   
Mercoledì 30 Ottobre 2013 18:25

 

Titolo: Fare arte e fare psicoanalisi

Autore: Dott. Giovanni Castaldi

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> Sito PsicoArt

 

1. Premessa

Lavoro come psicoanalista da più di trent'anni a Milano. Ho una lunga formazione analitica e mi sono occupato per diverso tempo di riabilitazione psichiatrica. Nell'ambito psichiatrico e in seguito nella terapia con i bambini ho incontrato l'Arteterapia, sviluppandola come tecnica clinica. Insegno Metodi e tecniche dell'Arteterapia presso l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Rispondo ad una serie di domande, interrogazioni, riflessioni, che Stefano Ferrari e Mona Lisa Tina, curatori  degli “Incontri sul contemporaneo”, al Dipartimento di Arte dell'Università di Bologna, mi hanno rivolto. Le questioni riguardano il rapporto tra arte e psicologia/psicoanalisi; la fruizione dell'opera da parte del pubblico e il valore aggiunto che la psicoanalisi può dare a tale operazione; l'arte come funzione terapeutica o destabilizzante degli individui; la lettura che la psicologia/psicoanalisi fanno dell'arte contemporanea ed infine, se l'idea freudiana dell'arte, realizzata, contenuta e rappresentata in una forma, possa essere ancora valida, nonostante la teoria dell'informe che solca l'arte contemporanea, etc, etc.

1.1 Sulla psicoanalisi

Breve preambolo sul significato che attribuisco alla psicoanalisi.
La psicoanalisi ha la funzione, il compito, di curare. Sono cose che si sanno ma forse è meglio ribadirle. La psicoanalisi nasce e si costruisce all'interno di un contesto medico e scientifico e non nell'ambito di una dimensione filosofica e sociologica. Il fatto che la psicoanalisi possa dire qualcosa d'intelligente sui legami sociali che costituiscono le nostre attuali società e sui nostri stili di vita, non deve fare presumere che essa diventi lo strumento interpretativo al servizio di una psicosociologia dei consumi e dei comportamenti umani. Certamente la psicoanalisi può intervenire nella lettura dei destini dell'uomo ma deve stare sempre molto attenta a non allargarsi troppo e a ricordarsi che il suo lavoro clinico di cura è individuale, singolare, non opera sulle masse indistinte. Una psicoanalisi che avesse un impatto sul territorio mondiale, equivalente all'impatto di un farmaco “miracoloso” come la penicillina, non sarebbe affatto interessante per il mondo, perché diventerebbe quasi certamente un'ideologia presuntuosa e sorda di come gli esseri umani dovrebbero stare al mondo.

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Il gioco e la musica nella didattica e nell'apprendimento infantile PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Febbraio 2013 11:50

Autore: Barbara D'Agostino

Da un anno a questa parte insegno Italiano in una scuola primaria bilingue (italo-inglese).
I bambini parlano inglese tutto il giorno tranne che durante le ore di Italiano. Queste ultime rappresentano circa il 20% del carico didattico dei bambini.
Tale modello didattico e pedagogico presenta non poche prove da superare per un bimbo di quest’età. Ecco che il deficit di attenzione risulta una problematica quotidiana da affrontare in classe.
Dopo 20 minuti di “rompighiaggio”, ovvero l’arco di tempo in cui si inizia la lezione, si crea un clima positivo, si introduce l’attività e la classe spesso tende a creare “confusione”.
La maggior parte degli alunni parla, si distrae, gioca con figurine, libri, righelli,  cadono matite a catena… non c’è modo di continuare la lezione.
Naturalmente, da insegnante mi metto sempre in discussione: indago se nel mio metodo d’insegnamento c’è qualcosa che non funziona e impedisce ai bambini di rimanere attenti. Ogni gruppo classe del resto ha bisogno di approcci diversi tra loro, non si può essere rigidi. Bisognerebbe poter GIOCARE anche mentre si fa didattica.

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Febbraio 2013 11:55
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Promiscuità e sesso libero PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Mattia Zanin   
Lunedì 24 Dicembre 2012 12:44

Il concetto di promiscuità in un paragone fra il sesso libero della rivoluzione sessuale degli anni 60'/70' ed i comportamenti sessuali di oggi.

Dialogo fra Mattia Zanin e Giovanni Castaldi.

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Aprile 2013 20:50
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Psicologia online e cambiamento PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 02 Novembre 2012 17:33

Intervista di Luca Mazzucchelli al Dott. Giovanni Castaldi

Tema: Psicologia online e cambiamento

Canale youtube del Dott. Mazzucchelli

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Novembre 2012 18:02
 
Multitasking e psicoterapia online PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Mattia Zanin   
Giovedì 04 Ottobre 2012 14:30

"Un arcipelago ancora in gran parte inesplorato ma presumibilmente vasto e variegato, costituito da tante psico-isole, alcune delle quali dedicate all’informazione ed alla psico-educazione, altre allo scambio di esperienze, altre ancora alla consulenza, alla supervisione ed alla psicoterapia online.

Questa è la metafora che forse può dar conto della complessità, ricchezza e problematicità della psicoterapia online, oggetto insieme con il multitasking del convegno tenutosi a cura di http://www.umanamenteonline.it/ nei settecenteschi saloni di Villa Morando a Lograto (Brescia) sabato 29.9.2012".

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Racconto di una speranza: il caso di N. PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott.ssa Marianna Salvato   
Martedì 19 Febbraio 2013 17:09

Ebbi l’occasione di incontrare per la prima volta N., giovane paziente psicotico di 34 anni, nell’Aprile scorso.

Nello specifico, la sua è una condizione psicotica simbiotica di tipo schizofrenico, peraltro associata ad un disturbo di personalità ossessivo compulsivo, segnalatami come particolarmente grave dallo psichiatra di riferimento, per la quale sono stati necessari in passato diversi ricoveri presso i servizi psichiatrici del paese in cui N., fino a qualche anno fa, ha vissuto insieme alla sua famiglia, ed in seguito un trattamento residenziale in una piccola Comunità terapeutica di Milano.
Attualmente N., grazie ai visibili miglioramenti degli ultimi anni, è impegnato in un percorso di trattamento integrato, che prevede una terapia di tipo farmacologico, prevalentemente a base di antipsicotici atipici e antidepressivi, e una terapia ad orientamento psicoanalitico.

Motivo originario della richiesta di presa in carico del paziente - richiesta che parte qualche anno fa dalla famiglia ormai esausta, e non di certo da N., il quale inizialmente si mostra del tutto inconsapevole della gravità del suo disagio psichico, mancanza di consapevolezza peraltro dimostrata dalla sua iniziale opposizione verso l’assunzione della terapia farmacologica - fu la totale impossibilità dei genitori, e in particolare della madre, di gestire N. in famiglia e la sua tendenza, via via sempre più violenta, ad “aggrapparsi” letteralmente ad essa, rendendole la vita impossibile e negando al contempo anche a se stesso qualsiasi forma di vita sociale, relazionale e scolastica (N. prima frequentava l’università), confinato com’era fisicamente dentro le mura domestiche e, sul piano psicologico, totalmente invischiato entro una dimensione fusionale con la propria madre, oltre alla quale egli non era in grado di percepire la presenza di ulteriori spazi evolutivi o di possibili oggetti alternativi di investimento e di relazione.

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Febbraio 2013 18:04
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I due volti del sintomo PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Giancarlo Ricci   
Mercoledì 16 Gennaio 2013 16:33

Il sintomo psichico parla, dichiara, evidenzia, urla, ostacola. Esegue, a modo suo, una sorta di giustizia psichica: la richiede, la esige, la mostra in modo irrevocabile. Non ammette proroghe. E talvolta prende in ostaggio il corpo intero, una sua funzione o un suo organo. Come quei sintomi percepiti dal paziente come devastanti: un meccanismo che continua a ripetersi, un’ansia che impedisce di lavorare, un malessere che persiste.

Ecco perché assimilare il sintomo unicamente a un “disturbo” da eliminare, come i nostri tempi prospettano, ci sembra riduttivo per non dire rischioso. Precisiamo: l’idea di disturbo mostra solo una faccia del sintomo, quella più superficiale e pragmatica, ma oscura l’altra, quella in cui esso accenna, più o meno tra le righe e parlando in una lingua “straniera”, la via di una possibile soluzione e di un differente  compromesso. La psicanalisi sorge da questa differente collocazione del sintomo.

E’ un dato dell’esperienza clinica: quando si presenta un paziente,  a fianco della sofferenza, quasi coabitassero, constatiamo spesso una sorta di insofferenza. Un non poterne più. L’urgenza di sconfiggere quel disturbo. Ma non è indifferente constatare che ogni sofferenza porta con sè un’insofferenza. E’ qui, in quest’ultima, che possiamo trovare un appiglio significativo. E’ come un punto di leva. L’impressione è che si tratti di qualcosa di più di quello che oggi alcuni chiamano complaisance. Insomma: il sintomo è dotato, a suo modo, di un’intelligenza.

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Bianco e Oscuro, Storia di panico e fotografia PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Mattia Zanin   
Lunedì 12 Novembre 2012 10:05

Mattia Zanin intervista via Skype Simona Guerra, autrice del libro "Bianco e Oscuro, Storia di panico e fotografia", Poscart Edizioni, 2012.
Fotografie di Giovanni Marrozzini e postfazione di Peppe Dell'Acqua.

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Aprile 2013 20:44
 
Calo della Libido PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 31 Ottobre 2012 16:05

Il Dott. Giovanni Castaldi parla di "Calo della libido" nella rubrica Vita di Coppia della trasmissione Primo Tempo, CLASS TV Msnbc, canale 27 del digitale terrestre.

Puntata del 17 ottobre 2012.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Novembre 2012 17:53
 
La concezione del trauma reale e quella del trauma fantasmatico: confronti, analogie, differenze PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Simone Bonfanti   
Mercoledì 04 Luglio 2012 11:47

All'interno di una cornice psicoanalitica classica, il trauma psichico è inquadrato come un evento improvviso e/o non atteso. L'elaborazione di tale evento è resa difficoltosa o impossibile proprio dall'intensità dell'evento stesso. Il trauma ha effetti patogeni duraturi all'interno dell'organizzazione psichica del soggetto. In questo elaborato si cercherà di analizzare il concetto di trauma a partire dalle prime teorizzazioni sul trauma reale postulate da Charcot, e successivamente riprese da Breuer e Freud, per passare poi all'elaborazione e all'evoluzione che tale concetto ha avuto all'interno della teoria freudiana.

Quando si parla di trauma in campo psicanalitico ci si rifà gioco forza alle prime teorizzazioni sull'isteria, e come a partire da queste si sia poi arrivati a concettualizzare in modo diverso questo tipo di stato mentale. Vale la pena definire come, prima di Charcot, fosse inquadrato tale fenomeno:

  1. l'isteria è un'irritazione degli organi sessuali femminili da curarsi con pressione delle ovaie, impacchi di ghiaccio e interventi chirurgici sulla clitoride;

  2. l'isteria è immaginaria, è una finzione delle donne;

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Luglio 2012 18:31
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