| Attacchi di panico - consigli e prospettive di cura |
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| Scritto da Dott. Giovanni Castaldi |
| Mercoledì 01 Luglio 2009 14:18 |
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Dobbiamo rispondere alle cause del panico per poterlo curare. Come e perché una persona arriva ad avere fenomeni psichici così violenti che investono la sua intera sfera corporea? L’uomo è profondamente radicato nella storia biogenetica, il suo organismo invecchia e muore e il processo d’invecchiamento fisiologico comporta un susseguirsi di stadi evolutivi che costituiscono la memoria organica dell’individuo. Esiste quindi una memoria organica ma esiste anche una memoria psichica che è sicuramente più impalpabile della materia corporea.
Dott. Giovanni Castaldi |
| Ultimo aggiornamento Martedì 12 Ottobre 2010 16:55 |
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Re:Attacchi di panico - consigli e prospettive di cura
Oct 12 2010 18:20:10 Non so.. è difficile da spiegare oltre quello che ho già detto... In pratica diverse volte sono riuscito a farmi passare un attacco di panico cercando di "fare finta" che non mi stesse succedendo niente. Probabilmente avevo l'impressione che se avessi detto a chi era con me cosa mi stava succedendo, avrei come dire, "superato il livello" oltre il quale potevo ancora illudermi che non stesse succedendo niente. Gli altri mi avrebbero detto qualcosa, mi avrebbero chiesto qualcosa, e avevo il timore che da un piccolo accenno di crisi diventasse qualcosa di più "serio", più preoccupante e coinvolgente (coinvolgente nel senso negativo). Oltre a questa particolare sensazione/ragionamento c'era anche la questione della "vergogna" a dire che stavo avendo un attacco di panico.
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Re:Attacchi di panico - consigli e prospettive di cura
Oct 12 2010 16:02:37 Ah, volevo chiedere a Riflessinotturni, cosa intendi per "sarebbe diventato più reale e incontrollabile"? Cioè, penso di aver capito, ma puoi spiegarti meglio?
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Re:Attacchi di panico - consigli e prospettive di cura
Oct 10 2010 17:45:14 concordo con il tipo di paura che descrivi tu, ovvero che parlandone sarebbe diventato più reale e incontrollabile, in qualche modo sarebbe entrato a tutti gli effetti "dentro la situazione".
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Re:Attacchi di panico - consigli e prospettive di cura
Oct 10 2010 17:22:23 Anche a me una cosa del genere... sforzarmi di fingere che andasse tutto bene, e non solo per la paura che "gli altri sapessero", ma anche perché avevo paura che se avessi parlato di quello che mi stava accadendo sarebbe diventato ancora più reale e incontrollabile...
Quindi il mio comportamento nei confronti degli attacchi di panico mi sembra simile a quello di tensioneincorda. |
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Attacchi di panico - consigli e prospettive di cura
Oct 10 2010 17:08:15 Discussione sull´articolo: Attacchi di panico - consigli e prospettive di cura
Vorrei capire perché, a differenza di quanto Lei dice in questo passo dell'articolo, per me avviene in un modo piuttosto diverso: La sola cosa che si può fare quando si è attaccati è quella di cercare se non si è da soli di avere un contatto fisico con l'altra persona, di abbracciarla e di tenerla stretta a noi, respirando lungamente e sforzandoci di dare una ragione a ciò che ci sta accadendo, tentando quindi di respingere e di rintuzzare tutta l'emotività che ci sta aggredendo. Bisogna cercare di non stare da soli ed è importante stare con persone di cui ci fidiamo. A me, per esempio, quando mi sono capitati attacchi di panico ho notato che i sintomi si attenuavano cercando di stare da solo, in un ambiente conosciuto e "sotto controllo". Avevo proprio bisogno che nessuno mi stesse guardando (figuriamoci un contatto fisico!), avevo bisogno di isolarmi in un posto tranquillo (camera mia, un prato, una panchina appartata...) e cercare di riprendere fiato. Lo stare con qualcuno mi avrebbe fatto sentire "in una situazione" (non so se mi spiego) e probabilmente in quei momenti ciò che cercavo per attenuare l'attacco di panico era proprio il non dovermi sentire in alcuna situazione. L'unica altra cosa che mi fa riflettere e quando Lei dice "è importante stare con persone di cui ci fidiamo". Probabile che non mi fidi di nessuno?? |
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Un attacco di panico ha la valenza di un terremoto. Lo consideriamo un terremoto psichico, corporeo, che a seconda dell’intensità del fenomeno può essere devastante e comunque sempre destabilizzante per la persona che lo subisce. La sola cosa che si può fare quando si è attaccati è quella di cercare se non si è da soli di avere un contatto fisico con l’altra persona, di abbracciarla e di tenerla stretta a noi, respirando lungamente e sforzandoci di dare una ragione a ciò che ci sta accadendo, tentando quindi di respingere e di rintuzzare tutta l’emotività che ci sta aggredendo. Bisogna cercare di non stare da soli ed è importante stare con persone di cui ci fidiamo.